Akille
Akio
Akyla
Angusto
Arcadi
Clarke
Clio
Entusiasmo
Fulvia Leopardi
Giovy
HomerJSimpson
Ian Starkiller
Il Muro
Illogica
InsaneSoul
Johnny Durelli
Juditta
Kaosct
Laislabonita
Lakota
Le Mie Mari
Lucamadeus
Marsettantuno
Mascia
Moz
Ninna_r
No Filter
oscarblog
Ossidiana
PensierInEccesso 2.0
Personalità Confusa
Prossimamente
rick_deckard
Sciroccata
Simple
Smartleaving
Stammtisch
Ste
strontium-dog
Sw4n
Televisionando
The Pixies
Todomodo
Zizio
ilallallero in Che accade?
utente anonimo in Che accade?
newdays in Che accade?
entusiasmo in Che accade?
ilallallero in Che accade?
akio in Che accade?
angusto in Che accade?
MOZmoz in Che accade?
ilallallero in Che accade?
LeMieMari in Che accade?
oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
visitato *loading* volte
E' pazzesco cosa possa scatenare una mano di tintarella fuori stagione. Sembra incredibile, soprattutto nell'era dell'abbronzatura artificiale, eppure è così. Non ancora mi abituo ad essere puntata e scrutata come un marziano: occhi addosso ovunque e in ogni momento, per strada, nei negozi, nei bar... di quelli che attendono che ti si scopra un filo di braccio, di collo, di pancia per capire se sei tutta dello stesso colore... occhi di sconosciuti, che non si permettono di rivolgerti domande esplicite.
Chi mi conosce dice che è normale, che io non me ne rendo conto, ma sono veramente scura e si vede inequivocabilmente che non è un colorito da lampada ... è questo che meraviglia e soprattutto incuriosisce.
Ahhh, la curiosità! Magari la gente si chiede "chissà dove è stata", "quali posti meravigliosi ha visto", "che tipo di gente ha incontrato", "com'è lì la vita", "cosa si mangia", "come ci si diverte", "ti è piaciuto/non ti è piaciuto"... ho pensato subito a questo, forse perché sono le domande che io stessa rivolgerei per conoscere, per capire... Giusto! Io che sono curiosa come una scimmia urlatrice non posso biasimarli!
Beh, mi ero quasi convinta della legittimità degli sguardi perforanti, motivati dalla brama del sapere... fino a ieri sera, quando sono tornata in palestra. La palestra è un luogo di rapporti ambigui: per lo più non ti conosci, ti saluti appena, ti scambi due parole di convenienza... ma basta l'occasione, una qualsiasi, per prendere coraggio e confidenza. In palestra, lì si che tanti sconosciuti mi hanno accerchiato per bombardarmi di domande e dissetare la loro curiosità. Il "dove sei stata?" era propedeutico all'introduzione di importantissimi quesiti che scendevano in profondità, dall'epidermide al derma sottostante, fino alla maledizione cellulare:
- quante ore di sole prendevi al giorno?
- sei stata sdraiata tutto il tempo?
- come fai ad essere esattamente dello stesso colore in tutte le parti del corpo?
- ma anche quelli che erano via con te sono diventati così scuri?
- che crema solare usi?
- hai fatto una cura particolare prima?
- ora quanto tempo ti dura?
- con che prodotti ti lavi per non scolorire?
- ora non ti cadrà la pelle a brandelli?
- non hai paura dell'invecchiamento e delle rughe?
...
Io che ho sempre pensato che l'abbronzatura fosse una conseguenza di un viaggio al caldo, scopro invece che si tratta dell'obiettivo primario! Beh, ne farò tesoro per la prossima volta. Intanto mi documento sui prodotti e sulle tecniche migliori per abbronzarsi e proteggersi. Perché Bisogna proteggersi in vacanza, ma anche al rientro: proteggersi dalle iettature!
Ogni vacanza ha due facce, proprio come una medaglia: il risvolto della vacanza è, ovviamente, il rientro!
Devo riconoscere, però, che sto imparando egregiamente a gestire l'impatto del ritorno. Prima tornavo più tardi: ma non perché le mie vacanze durassero di più, semplicemente perché tornavo solo con il corpo. La mia testa e le sue funzioni restavano lì, in vacanza, almeno per una settimana ancora, a volte anche per un mese. E non è affatto bello riprendere la vita regolare, il lavoro, i piaceri che non sembrano più tali, gli impegni e le responsabilità senza essere presenti a se stessi.
Perché non sei dove ti trovi, ma non sei più neanche dove pensi di essere. Sogni che sia così, ma in realtà non sei più là, là dove la tua mente è rimasta.
Sono sorpresa dalla mia inaspettata capacità di ri-adattamento, veloce e senza traumi, e voglio complimentarmi con me: mi stringo la mano!
Niente contro-indicazioni nella terapia di ripristino dell' equilibrio psico-fisico... certo, tuttavia, qualche piccolo effetto indesiderato c'è...
La "faccia fredda" della medaglia, per esempio. Il più scontato, il più banale; ma sicuramente il primo percepito. Se prima, a malincuore, dopo un lungo periodo di autoconvincimento, mi ero abituata all'idea che fossimo in inverno, ora mi tocca ricominciare il training autogeno da capo. Ora il freddo lo patisco il doppio.
La "faccia della civiltà" della medaglia: non ho più voglia di vestirmi, perdo troppo tempo e non sopporto panni pesanti addosso. Soprattutto al mattino... ma in verità, anche alla sera. E le scarpe sono diventare intollerabili (le mie adorate scarpe, ah, se mi sentissero!): non solo mi danno fastidio e senso di costrizione, non sono più capace di camminarci, non sto più in equilibrio sui tacchi.
Però divento maniaca sui capelli e sulle mani. Sono stata in perfetto agio con la capigliatura selvaggia, legata, annodata, fasciata, pinzata, trecciata, raccolta in acconciature di fortuna (verificando la teoria secondo cui il "capello sconvolto, marca disinvolto!") e con degli artigli che necessitavano di essere accompagnati dal porto d'armi. Appena ho messo piede a casa ho dovuto ripristinare ordine e disciplina nelle zone a presenza cheratinica: guai se i capelli non sono ultralucidi effetto seta in piega perfetta e le unghiette più corte, perfettamente squadrate e smaltate.
La "faccia sonno-veglia" della medaglia: mai sofferto di jet lag, per mia fortuna, mai avuto strascichi fastidiosi causa cambio di fuso... mai, fino ad oggi! Non dormo più, non ho sonno e faccio fatica ad addormentarmi. Quando ci riesco, succede sempre qualcosa che turba la mia tranquillità, come l'altra notte: dormivo da due ore, poi mi sono svegliata perché sentivo la musica, quella musica, a volume alto. La sentivo davvero, anche da sveglia, dentro le orecchie; sentivo anche parlare, ridere, cantare. E come puoi riaddormentarti sapendo che ti stanno dando una bella festa oltre oceano e te la stai perdendo?!?
E in quei momenti mi affido con pazienza alla saggezza di Filumena Maturano...
Amici, conoscenti, lettori abituali e lettori occasionali, blogger di passaggio, spioni e commentatori anonimi, vogliate giustificare questi 14 giorni di assenza dal blog di nostra figlia ilallallero che, per motivi di vacillante equilibrio psicofisico, si è dovuta concedere una vacanza rigenerante.
Non lasciatevi ingannare dalla sua verve, dal sorriso onnipresente, dalla sua disponibilità per tutto e con tutti, dall’infaticabilità: è solo apparenza!
Lei è brava a fingere che sia tutto a posto e dissimulare i segni dello stress, ma quando la stanchezza si manifesta sotto i sintomi dell’irascibilità siamo noi, ilallamamma e ilallapapà a subire il peggio che il suo carattere possa offrire: perché è con noi che si sfoga, è noi che tratta male, è a noi che mostra la sua faccia senza trucco e senza inganno, in senso proprio e metaforico.
Io, ilallapapà, la vedo poco ma la sento quasi ogni giorno al telefono: mi manda in ebollizione l’orecchio quando si sfoga delle sue giornate estenuanti. E se mi permetto di consigliarla o mi sforzo di calmarla, non faccio che peggiorare la situazione: è come buttare alcool sul fuoco e mi becco anche qualche mala-parola!
Io, ilallamamma, le aggiungo spesso stress a stress: la attendo trepidante a casa la sera, quando rientra verso le 21, dopo che è stata fuori dalle 7 del mattino e mentre ingurgita qualche boccone, prima che le sue funzioni cerebrali si sopiscano, la tengo sveglia con qualche problema da risolvere, qualche comunicazione importante da leggere, un biglietto di auguri scherzoso da scrivere, uno slogan da creare per una festa a tema, una telefonata formale importante da fare per conto mio, una richiesta di qualche mia amica da esaudire… perché io sono pigra, svogliata, non ho fantasia… Fortuna che sono andata in pensione dall’insegnamento e che non ho più giudizi e relazioni da farle compilare…
Comunque, per queste ed altre ragioni che non stiamo qui ad elencare, si è proprio meritata il suo soggiorno a Cuba. A Cayo Largo, per la precisione (chè lei è sempre così puntigliosa e non vorremmo beccarci un rimprovero!). A detta sua, che di coste ne ha battute parecchie ormai, pare che sia una delle spiagge più belle del mondo. E’ partita con Cric e Croc, fidi compagni d’avventura e impareggiabili bodyguard!
Ha bivaccato, girato e brigato; ha preso il sole e fatto tanti bagni; ha dormito e si è riposata; e ha ballato, ballato, ballato…. Dice che ballare i ritmi caraibici con i cubani è tutta un’altra storia!
E’ tornata in splendida forma, abbronzantissima, rilassata: il suo sorriso è sincero e radioso, non ha più quell’espressione finta e tirata che aveva quando ci ha salutati con la valigia in mano. Perché stavolta a me, ilallamamma, non aveva detto nulla; nessuno sapeva niente. Un bel giorno, di buon mattino, la vedo preparare il valigione dei grandi viaggi e senza troppe spiegazioni mi ha detto che nel pomeriggio sarebbe partita e mi avrebbe chiamata al suo arrivo. La giusta punizione per me che parlo troppo e racconto i fatti suoi alle mie amiche, mentre lei non vuole mai che si sappia niente sul suo conto, soprattutto quando parte per un viaggio, perché dice che si concentrano troppe energie tutte insieme su di lei, sotto forma di pensieri e spesso, di jettature da invidia… Dopo tutti i soldi spesi per farle avere un’istruzione adeguata, ecco che ci tocca sentire!
Ma la perdono, sono la mamma! E poi, nulla mi ripaga di più di vederla così radiosa e tranquilla! (…speriamo che duri…)
In fede,
ilallamamma e ilallapapà
Mi devo assentare. E' richiesta la mia presenza altrove. No, non è un addio, ne sono certa. Siatelo anche voi, certi; certi e pazienti.
Ci vorrebbe una scusa, una di quelle plausibili. Ma …non si può sempre spiegare tutto e a volte le parole sono fonte di grandi malintesi. Una parola è poco, due sono troppe.
E' che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare... allora prima lo faccio e poi ve lo dico.
La lontananza è come il vento e fa dimenticare chi non s’ama ... ma se ci amiamo, farà crescere il desiderio nell’attesa.
La giustificazione… quella la porto, firmata dai miei genitori, quando torno. Perché torno!
Mi piacciono i giovincelli, quanto mi piacciono! Tra i 20 e i 25 anni ce ne sono di meravigliosi. Molto più carini rispetto a quelli che offriva la mia generazione, quasi a testimoniare l'evoluzione della razza. Ho iniziato a notarli quando mi sono accorta di riscuotere ancora un certo successo su di loro. Vuoi che ai loro occhi io sembri più giovane, vuoi che invece subiscano il fascino della trentenne, il risultato non cambia.
La realtà mi conduce spesso davanti alla tentazione della carne, della carne fresca! Cedere o non cedere... questo è il dilemma!
Finora mi sono sempre trattenuta, ma... Dopo un'attenta analisi di mercato, mi sono quasi convinta a cambiare obiettivo. Potrei chiudere nel cassetto l'identikit del mio uomo ideale e fare come Demi Moore, che ha scaricato quel gran pezzo d'uomo di Bruce Willis (a volte le donne io non le capisco proprio!) per convolare a nozze con un ragazzetto. Certo, io lo sceglierei un po’ meno tisico e un po’ più espressivo di una candela spenta... e ho già tra le mani due-tre pretendenti tra cui scegliere. Una scelta difficile, ahimè: tutti papabili, quasi da harem (ribaltando il concetto di harem, ovviamente)! Ma se mi ci metto, se mi impegno a tavolino prima e sul campo poi, non credo di impiegare troppo per decidere. Basta solo far cadere quelle sciocche barriere socio-culturali, quelle remore inculcate da antiche tradizioni... basta dare una svecchiata al pensiero e poi, è fatta: scatta il piano B.
Sentirò intorno un po’ di chiacchiericcio fastidioso, qualcuno griderà "allo scandalo"... ma sarà solo invidia per la possibilità che avrò di accompagnarmi ad un ometto nel fiore degli anni, del vigore, della vitalità...
Qualcuno potrà obiettare che a 20 anni gli uomini sono stupidi e immaturi: è vero. Ma a quell'età sono giustificati, contrariamente ai trentenni o ai quarantenni, cresciuti solo per l'anagrafe, che si arrogano ancora il diritto di ragionare come gli adolescenti.
Qualcuno dirà che io non sono Demi Moore. E quindi? Che cambia? Perché lei si e io no?
Perché lei ha i soldi? Fatte le debite proporzioni, anche io ho i soldi rispetto ai miei giovani pretendenti. Perché lei è una diva? Beh, lo status, prima che un riconoscimento esteriore è una condizione dell'essere: io sono diva, dentro!
Pisolo: per la capacità di addormentarsi ovunque, in qualunque situazione e condizione, e di persistere nell'attività del sonno a dispetto di qualsiasi pertubazione esterna. Pisolo ha una forte predilezione per i mezzi di trasporto in movimento, tanto da riuscire a cedere alle braccia di Morfeo dopo i primi 10 minuti di percorso. Pisolo non è la compagnia adatta per un lungo viaggio se è l'unico compagno di viaggio: la sua assenza si farà notare fino all'arrivo a destinazione.
Dott.ssa Tirone: per la lauta distribuzione di consigli alimentari dietro esplicita richiesta. La dott.ssa Tirone pensa prevalentemente a se stessa e non osa sindacare il contenuto dei piatti dei propri commensali. Tuttavia, una volta sollecitata la sua attenzione sul problema del sovrappeso dal diretto interessato, ella non mollerà più la preda finché non avrà riacquistato il peso forma con i suoi preziosi consigli, a meno che non venga formalmente esonerata dall'incarico.
Nasa: per il possesso di informazioni confidenziali aggiornate nei confronti della popolazione locale. Tacciata di possedere un nutrito schedario su tutti gli abitanti della sua città, viene spesso consultata da chi desidera essere messo al corrente su vita, morte e miracoli di qualcuno/a.
Madonna Nera di Guadalupe: per le sembianze esteriori, in forza del colore della pelle e della lunga e folta capigliatura, quando lasciata sciolta. In particolare, la Madonna di Guadalupe è detta tale, quando, nella stagione estiva, sfoggia il caratteristico abito bianco trasparente e ricamato da spiaggia.
La Sfinge: per l'espressione imperturbabile del suo volto quando racconta una bugia, quando finge di non sapere, quando nega di sapere per non raccontare, quando si sforza di mascherare il proprio pensiero o finge simpatia nei confronti dell'interlocutore. Come l'esemplare originario da cui prende il nome, si esprime spesso per enigmi, ogni qual volta è costretta a dire senza dire, affidandosi alle capacità intuitive degli ascoltatori più acuti.
Vipera: per la terminologia utilizzata quando, trovandosi nella cerchia ristretta di amici e confidenti, può esprimere liberamente il suo pensiero su persone, fatti, situazioni. Nei rari casi in cui, alla cerchia ristretta, si aggiunga un neofita, gli anziani, prima di darle la parola si accertano che l'ultimo arrivato si sia fatto somministrare il siero anti-vipera e sia quindi immune al veleno che andrà in circolazione.
Tom-Tom: per contrasto, perché così come Don Abbondio non era nato con un cuore di leone, lei non è nata con un grande senso dell'orientamento.
Non sono una di quelle persone fissate che godono nel prendere le medicine. Eppure è quasi un anno che assumo più farmaci che cibo: ogni due per tre salta fuori un nuovo disturbo. Inizio una terapia per qualcosa e quando arrivo alla fine, mi tocca cominciarne un'altra per qualcos'altro. Ovviamente non sempre riesco a mantenere ordine e disciplina nella circolazione delle medicine e quindi, succede che le terapie si accavallano e mi ritrovo ad ingurgitare il curativo di questo insieme al preventivo di quello, e a portare avanti le terapie di mantenimento mentre mi adopero per annullare gli effetti collaterali di un farmaco con un altro, a disinfettare, medicare, spalmare... e ad integrare vitamine, minerali, ferro, calcio...
Insomma, ho la casa piena di pasticche, capsule, bustine, fiale, goccine, gel, pomate, cremine, fluidi, ... e mi sono ritrovata a dover scrivere un promemoria su un foglietto, riportando nome, dose e tempi di somministrazione. Come faceva mia nonna. Ma lei, allora, aveva già 80 anni suonati!
C'è un altro aspetto che mi accomuna a lei: la tipologia del farmaco. Si, perché ultimamente i medici mi prescrivono i farmaci da vecchi, quelli che si prendono ad una certa età per problemi cardiaci, di pressione, di circolazione; dolori articolari e reumatici, principi di demenza ... quelli che, dopo aver letto il foglietto illustrativo fino in fondo, scopri, scritto in piccolo, essere utili per curare anche altro, ma in dosi minime... e quindi mi tocca anche giocare al piccolo chimico per dividere, dosare, miscelare...
Il mio farmacista di fiducia, nonché caro amico, trema quando mi vede arrivare sventolando una ricetta e si abbandona spesso a commenti molto personali e poco professionali, del tipo "come ti sei ridotta!"
E' che apparentemente sono una macchina in perfetto ordine, al di sopra del minimo sospetto: postura eretta, sguardo luccicante, sorriso smagliante (lineamenti a volte un po’ tirati, ma vengono attribuiti a mera stanchezza). Vanto una resistenza stoica alle fatiche mentali (ogni tanto la memoria fa cilecca, ma l'agenda sul telefonino con l'opzione suoneria è una degna e infallibile sostituta). Sostengo senza fare una piega l'iperattivismo isterico sul lavoro, affronto i miei 90 minuti quotidiani di allenamento in palestra; e nel tempo libero... la giostra continua a girare, girare, girare...
C'è qualcosa che non torna, dunque...
Ed ecco che torna in ballo il mio farmacista di fiducia, l'uomo che mi conosce nell'intimo più di chiunque altri, il solo che ha provato a darmi l'unica spiegazione plausibile: sono una vecchia nascosta in un corpo da giovane!
Buon anno cronologico e buon anno biologico a tutti!