ilallallero

Vita da Strega

Eccomi

Strega per gioco e per passione, amo la vita perché riserva sempre sorprese speciali.



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venerdì, 28 luglio 2006
Effetti canicolari 

Sarà colpa dell’afa che ottenebra le funzioni cognitive; sarà colpa della chiusura dei manicomi che permette a gente instabile di girare indisturbata; sarà il senso di solitudine dilagante che spinge il giovane dei nostri tempi a tentare il dialogo con qualunque sconosciuto/a; sarà la mancanza di un po’ di sana educazione che spinge un pinco pallino qualsiasi ad esternare la prima cosa che gli passa per la mente;  sarà la voglia di apparire originali che spinge l’individuo di sesso maschile a trovare le parole giuste per stupire una donna; sarà che la cavalleria non è morta, ha solo cambiato veste e perciò si rende irriconoscibile…

 

Rientravo a casa dal mare, ore 19, seguita da un giovane (neanche tanto giovane) in bicicletta che mi osserva. Mi fermo davanti al cancello per cercare le chiavi nella borsa e anche lui frena, colto da un improvviso impulso di conversazione:

-         Signora, le devo fare i miei complimenti!

-         Grazie! (gli rispondo con sufficienza, mentre infilo la chiave nella serratura)

-         Che bel culetto! Beato suo marito!

-         … riferirò!

 

Sarà forse -invece- che me li becco tutti io!?!


Postato da: ilallallero alle 08:16 | permalink | commenti (59) |

mercoledì, 26 luglio 2006
Il tempo delle pere 

Il tempo passa. La gente cambia. Quando in TV hanno riesumato la pellicola de Il tempo delle mele e  l’hanno riproposta, ne ho avuto riprova.

Ho approfittato per rinfrescare un ricordo vago e lontano di un film che ha rappresentato la pre-adolescenza di almeno due generazioni a cavallo della mia; l’ho guardato con la mente di allora e con gli occhi di oggi. Era l’età del passaggio dal brutto anatroccolo al cigno e noi, come i protagonisti del film, abbiamo attraversato la fase degli anatroccoli. Eravamo brutti, veramente brutti!

Maschi informi o deformi, con quella ridicola peluria sopra le labbra e i capelli incolti; femmine filiformi, piatte come un’asse da stiro o sferiformi, tonde come pagnotte da 5 chili, con capigliature improbabili, del proprio colore naturale e vestite (nel senso di interamente coperte).

Eravamo proprio noi: timidi, inesperti, impacciati. Ci batteva il cuore all’impazzata nel vedere, anche solo in lontananza, il ragazzino o la ragazzina che ci piaceva, per non parlare poi dell’emozione devastante che potevamo provare nel ballarci un lento a distanza di sicurezza. E prima che arrivasse il bacio… uuuh, ne passava di acqua sotto ai ponti!

Bene: questa è preistoria!!! Oggi quel film è decisamente anacronistico.

Oggi che, nell’antibagno di un bar, mentre mi lavo le mani, non posso far a meno di ascoltare due voci squillanti di ragazze che, chiuse insieme nel bagno, si fanno confidenze intime, sempre più spinte.

-          … e allora gli ho detto “ca**o, ormai stiamo insieme da due mesi, mettimelo al c**o!” e lui mi ha risposto “no, mi fa schifo!”, ma ti rendi conto?!?

-          Ahhh! (sospiro di delusione profonda dell’amica) è proprio un bambino!

Poi escono e mi vedono: io avevo la classica nuvoletta dei fumetti sulla testa, con il punto interrogativo dentro; ero pietrificata, occhi e bocca spalancati. Loro non hanno mostrato il minimo segno di imbarazzo. Loro: a volerglieli regalare proprio, potevano avere 14 anni, con indosso gli shorts stile Daisy di Hazzard, gli zoccoletti con il tacco, e una canottina con scollatura generosa sull’abbondante decolleté.

Già, perché ora, complici le carni ricche di estrogeni, le ragazzine sono quasi tutte maggiorate.

I tempi sono cambiati, è proprio il caso di dirlo:  è il tempo delle pere! 


Postato da: ilallallero alle 08:30 | permalink | commenti (82) |

lunedì, 24 luglio 2006
Per quest’anno, cambiare! 

Come ci si sente, dopo aver agognato dalla fine di maggio due miseri giorni di ferie per uscire dall’apnea, che finalmente riesci a concederti a luglio inoltrato e ti predisponi per goderteli senza riserve, quando poi la temperatura corporea sale vertiginosamente non per il sole né per un’irresistibile attrazione fisica nei confronti di un meritevole esponente dell’altro sesso?

Ve lo dico io: furibondi!

Cosa si prova, dopo il consulto del medico che ti paventa il rischio, se non rispetti la prescrizione della cura e degli arresti domiciliari, di finire in ospedale per un principio di polmonite?

Ve lo dico io: una strizza mostruosa!

E come si sta chiusi in casa con un febbrone che supera i gradi atmosferici? Una chiavica!

I celeberrimi anticorpi della donna bionica, leggendariamente lunghi come un avambraccio e onnivori di qualunque specie virale e batterica, sono in via d’estinzione. In verità, la donna bionica stessa si sta estinguendo, un po’ alla volta, un chilo dopo l’altro.

Allora, per quest’anno, si cambia, altro che “stessa spiaggia, stesso mare”: Ferragosto a Lourdes!

Salgo sul treno bianco e vado a fare le abluzioni nelle vasche dei miracoli; stile libero, dorso, rana… e magari, insieme agli altri villeggianti, ci scappa pure una bella coreografia di nuoto sincronizzato.

E vediamo un po’ se ricevo la grazia di un 2007 all’insegna della buona salute!


Postato da: ilallallero alle 08:20 | permalink | commenti (47) |

martedì, 18 luglio 2006
Comunicazione di servizio 

Chiuso per bronchite acuta. 5 giorni di prognosi.


Postato da: _Maxime_ alle 22:38 | permalink | commenti (26) |

giovedì, 13 luglio 2006
La testa nel pallone 

Mai espressione idiomatica si è rivelata tanto calzante quanto questa, per me, negli ultimi giorni.

Ho festeggiato gli Azzurri, mi sono festeggiata, mi hanno festeggiato… sono giorni che non penso ad altro.

Mi devo distrarre, svagare, riposare…

Devo mandare la testa in vacanza per qualche giorno … e pure il corpo!

Mi concederò un  week end lungo (venerdì-lunedì) per ritemprarmi dalle fatiche e dagli impeti emozionali. Per riordinare le idee, cercare nuove storie, nuovi fatti da raccontare…

E voi, mi raccomando, fate i bravi e …non smettete di inchinarvi!

 


Postato da: ilallallero alle 09:32 | permalink | commenti (47) |

lunedì, 10 luglio 2006
Ho vinto anch’io! 

Ma vieni!!! Ma vai!!! Ma chi sono?!?!

Ma come mi sarà venuto in mente, a gennaio, di ideare la campagna advertising istituzionale su soggetto calcistico?! Si, che era l’anno dei Mondiali ci avevo pensato; ma devo essere onesta, alla vittoria dell’Italia neanche per un attimo! E poteva non essere determinante, se solo Moggi & Co. non mi avessero fatto pentire amaramente della scelta: dopo appena un paio di uscite sono stata tentata di ritirarla… tanto avevo un altro asso nella manica da giocare.

Invece, una vocina flebile, dal di dentro della mia mente geniale, mi ha sussurrato di aspettare, almeno fino a luglio. Per fortuna che ci sento!

La vittoria degli Azzurri, a dispetto di ogni pronostico, è anche la mia vittoria! Vince la mia idea per una multinazionale di origine nostrana che esporta il made in italy in tutto il mondo!

E al mio passaggio non voglio la hola; no, vi prego, niente applausi scroscianti. Solo un lento, sentito e solenne inchino!

Ilallallero, campione del Mondo!!!

Grazie Azzurri!


Postato da: ilallallero alle 09:28 | permalink | commenti (72) |

giovedì, 06 luglio 2006
Corna facendo… 

Non mi piacciono i complimenti esagerati, le sviolinate chilometriche, soprattutto quando hanno lo scopo di imbonirti per sottostare ad uno scambio di convenevoli che, in realtà, vorresti evitare, perché sono solo una  scusa per gli altri impicciarsi di cose tue che non li riguardano. E poi, molto spesso, la gente ti alliscia per tirarti qualche accidente: mentre ti sorride … te lo sta mandando!

L’esempio più eclatante sono i vicini di casa al mare, che si danno il cambio per spiare gli spostamenti del quartiere, in attesa di incrociare personalmente le loro vittime per farsi una cordialissima forchettata di fatti altrui.

Come l’altra sera, che sono rientrati mentre aprivo il cancello per uscire con la macchina, moglie marito, a braccetto. “Ma dove te ne vai così bella?” Capirai! Io mi faccio sempre bella e loro lo sanno bene perché mi guardano dalla finestra… E via con l’intermittenza complimento-invadenza: che fisichino! il lavoro, tutto bene?; Ma tu guarda che abbronzatura! Che bel colore tutto uniforme! Quando hai le ferie? Parti per un viaggio? ; Ma quanto ti dona questa gonnina! Vai a ballare stasera?

La mano destra ha già preso la forma delle corna, rivolte verso il basso, ben nascoste dietro la schiena…

Guida con prudenza che le strade sono piene di pazzi! Non hai paura a rientrare da sola di notte?! Guardati sempre intorno, anzi, fatti accompagnare! E’ pericoloso! Quante se ne sentono oggi in giro! Hai saputo di quella ragazza aggredita e malmenata… e violentata! Poveretta… mi raccomando stai attenta!

E anche la mano sinistra, a quel punto, si cela dietro la borsa ad improvvisare un bel cornino … e a buona ragione! 

 


Postato da: ilallallero alle 08:53 | permalink | commenti (52) |

martedì, 04 luglio 2006
Ciclisti, fuori 

I ciclisti sono fuori. E’ ovvio. Si  pedala all’aperto. Tutti coloro che prediligono pedalare per le strade urbane piene di veicoli a motore, dove la concentrazione di smog permette di tagliare l’aria a fette con il coltello, sono fuori due volte: anche di testa.

Il ciclismo urbano è diventato una piaga dilagante e il fenomeno si intensifica particolarmente con l’innalzamento delle temperatura esterna.

Esistono, in natura,  due macro-famiglie di ciclisti: i “corridori” e i “passeggiatori”.

I corridori sono prevalentemente di sesso maschile,  cavalcano bici da corsa travestiti con tutine fluorescenti (cosa che, già da sola, dovrebbe costare loro una multa salatissima) sfrecciando per le carreggiate, spesso agglomerati a sciame, come fossero in dirittura d’arrivo ad una tappa del giro d’Italia; i passeggiatori, invece, anche detti ecologisti del piffero, senza distinzione di sesso e di età, sono agghindati ad libitum, pedalano in solitario, con grande flemma e scarso controllo del manubrio, su trabiccoli modello Graziella.  All’interno di questa macrocategoria rientra anche la specie ciclistica dei “genitori minorati”, quelli che trasportano minori incoscienti del pericolo che, chi gli ha dato la vita,  gliela sta per togliere.

Le caratteristiche che accomunano le due categorie sono:

-          il tempo libero: non hanno nulla da fare e hanno l’imbarazzo della scelta sul momento della giornata da trascorrere sul loro mezzo di trasporto, eppure quasi avessero sottoscritto un regolamento, preferiscono circolare nelle ore di punta e sulle strade sprovviste di pista ciclabile. Quando percorrono le piste ciclabili, amano farlo contromano.

-          la filosofia di vita: Hakuna Matata

-           il codice stradale: trattasi di convenzioni  mutuate da quelle del Paese delle Meraviglie di Alice che prevede la libera iniziativa di sensi di marcia, occupazione centrale delle carreggiate, interpretazione personale di cartelli, segnaletica a terra e semafori, intraprendenza e sprezzo del pericolo.

Andare in bicicletta per strada, nella mia percezione, equivale a giocare alla roulette russa, senza neanche un ricco montepremi che giustifichi il rischio in caso di farla franca.

Non avere uno specchietto retrovisore alleggerisce la coscienza dei ciclisti: rimettono la totale responsabilità di quello che accade all’automobilista che, relativamente a superfici riflettenti, è un iperdotato.

Cari ciclisti, questo non vi autorizza ad inventarvi performance circensi per far vivere le strade a noi automobilisti come fonte continua di suspance.

Ogni sacrosanto giorno, a qualsiasi ora, incappo in più di un esemplare di entrambe le categorie: il solo pensiero di sfiorarlo e spararlo in aria come la palla di un cannone mi getta nel panico incontrollato. Non è affatto bello avere sulla coscienza un essere umano (dopo tutto lo sono anche loro!), né sulla fedina penale un omicidio colposo… tanto vale che prendo bene la mira e ti sparo! E se magari sto andando a lavorare e l’incidente mi fa arrivare in ritardo e devo bruciare un permesso per stare piantato ore nel traffico, e magari recuperare la giornata facendo straordinari fino a tarda sera… no, ragazzi:  ci vuole rispetto per gli altri!

Cari ciclisti, se quando vi alzate al mattino non avete niente di meglio da fare che trovare il modo di morire sotto una macchina, fate pure. Ma perché proprio sotto la mia?!


Postato da: ilallallero alle 09:02 | permalink | commenti (71) |